Fiorisce in Serbia l'industria dei videogiochi


Riportiamo, ritenendolo interessante, un articolo apparso sul sito balcanicaucaso.org, che potrete trovare per intero su questo link:

https://www.balcanicaucaso.org/aree/Serbia/Fiorisce-in-Serbia-l-industria-dei-videogiochi-215600


Secondo l’ultimo rapporto della “Serbian Games Association” (SGA), l’industria dei videogiochi in Serbia cresce a ritmi da capogiro; con un balzo del 20%, nel solo 2020 ha generato circa 120 milioni di euro di fatturato, dando lavoro a oltre 2.000 giovani e prospettando al paese un futuro da leader della regione

Quella del “gaming” è una delle industrie in più rapida crescita a livello globale e una delle poche che non ha registrato un calo di produttività durante la pandemia; al contrario, le previsioni di crescita stimano che dagli attuali 180 miliardi di dollari di entrate si arriverà a quasi 270 nel giro di un paio d’anni. Se pensiamo che nel 2020 il mondo dei videogiochi ha generato addirittura maggiori introiti di altre industrie dell’intrattenimento “tradizionali”, come quella cinematografica e sportiva messe insieme, è chiaro come non si tratti più solo di un fenomeno per sparuti appassionati.

Secondo gli esperti, la Serbia corre bene e spedita verso questa moderna “febbre da gioco” e può diventare la nazione trainante nel sud-est europeo del settore; questo grazie alla presenza radicata di numerose e affermate start-up locali, a menti brillanti ed istruite e a investimenti in tecnologie digitali e Parchi Tecnologici dediti alla formazione. Ultimamente grandi aziende internazionali hanno deciso di aprire alcune filiali in loco, soprattutto nella capitale Belgrado, o sono entrate a far parte di società miste e l’anno scorso ha fatto rumore l'acquisizione da parte del gigante americano “Take-Two interactive”, dell’autoctona e affermata "Nordeus", creatrice di uno dei giochi sul calcio di maggior successo a livello planetario, per la strabiliante cifra di 380 milioni di dollari; un passo che ha aperto conseguentemente le porte a mercati nuovi come l’America e la Cina.

Malgrado la natura stessa del prodotto-gioco venga associata in prevalenza a figure nel campo della programmazione, molti addetti nel paese sono occupati in aree diverse, dalle ricerche di mercato allo sviluppo dei giochi fino all’immissione degli stessi sul mercato. Se guardiamo ai settori, in Serbia ci si concentra principalmente sullo sviluppo di giochi per piattaforme mobili (iOS e Android) visto che circa il 40% dei giochi realizzati sono destinati ai telefoni cellulari; seguono i giochi per PC con il 33% della fetta del mercato, i giochi dedicati ai motori di ricerca con l’11% di quota, mentre l’altro 12% riguarda console, VR, social network, Smart TV, ecc.

Un altro indice per far capire il crescente interesse sul fenomeno è che nel 2019 "Games.con", il Festival dedicato a questo mondo che si tiene ogni anno alla Fiera di Belgrado, (l’ultimo evento prima del passaggio al formato online a causa della pandemia) aveva registrato il record di visitatori (40.000) e a fine 2021 nella città di Novi Sad si è tenuta la prima conferenza scientifica nazionale sul tema organizzata dall’Accademia delle Arti di Novi Sad, in collaborazione con la Facoltà di Filosofia.

La formazione, da sola, non basta

In primis, la Serbia forma i futuri esperti informatici nelle proprie università: 1/3 delle società di gioco dichiara di assumere giovani neolaureati e di essere soddisfatto dal livello d’istruzione dei ragazzi. Al numero crescente di istituzioni statali e private che prevedono nel curriculum programmi rivolti all’industria del gioco, si affiancano numerose aziende private che fanno formazione in questo settore; un esempio è il "Crater Training Center", sorto dieci anni fa dall’esigenza di educare i giovani talenti nel campo degli effetti visivi, già in grande sviluppo a quel tempo.

Secondo Branko Milutinović, fondatore e direttore della sopracitata "Nordeus", le aree più importanti in cui il settore ha bisogno di svilupparsi al fine di realizzare grandi giochi in modo sostenibile sono il game design e la gestione dei prodotti e dei progetti e per riuscire nell’intento c’è bisogno non solo di formare ma di relazionarsi: “La collaborazione tra programmatori, designer, product manager, artisti, marketer e molti altri professionisti deve essere più presente nel nostro sistema educativo. Questo tipo di conoscenza multidisciplinare è ciò che aiuterà ogni azienda in Serbia che vuole produrre giochi, ed è ciò che vogliamo ottenere con il lavoro sia dell’organizzazione "SGA" che di "Digital Serbia". Poiché operiamo ormai a livello globale, siamo in grado di portare qui esperti stranieri che possono trasmettere la propria eccellente esperienza internazionale in posizioni chiave, in aree dove non riusciamo ad assumere a livello locale come arte, design di giochi e marketing; inseguiamo anche persone che abbiano un’esperienza di gioco eccezionale, le quali sono in numero sproporzionatamente minore rispetto agli ingegneri”.

Milutinović ci tiene a sottolineare che rispetto a dieci anni fa sono stati fatti comunque grandi passi avanti nella formazione, anche grazie ai primi Master 4.0 sul gaming, e crede che un obiettivo importante sia ora creare un ecosistema locale, uno sviluppo equilibrato tra le diverse comunità di gioco che oltre alla capitale Belgrado coinvolgano Niš, Novi Sad, Kragujevac e altre città per consentire alla Serbia di posizionarsi bene sulla mappa del gioco mondiale: “Per raggiungere questo abbiamo bisogno di più storie di successo, più studi sullo sviluppo e più squadre che creino giochi”.